GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Cronaca del mio contributo

Un paio di anni fa, provando degli effetti con una ragazza, avevo casualmente prodotto un’immagine che mi ha dato l’idea da sviluppare in occasione di questo evento. Di seguito illustro le attività del “backstage” con l’obiettivo di esporre tra qualche giorno il risultato che sarà un’immagine spot realizzata in composizione. Attraverso il mio tipo di espressione, intendo lanciare un deciso appello che sarà letto e guardato a partire dai prossimi giorni nella vetrina del punto vendita di Calzedonia, in via Roma 46, 10043 Orbassano (TO). Ma veniamo al lavoro svolto ieri nel mio studio.

L’attrice/modella Annalisa viene preparata dalla MUA Sabrina riproducendo in maniera professionale lividi e ferite, i segni di percosse ricevute.

Gli ultimi ritocchi avvengono direttamente sul set, mentre si provano le pose di scatto. L’impianto luci, flash, sfondo con tutte le impostazioni del caso è stato preparato nelle ore precedenti.

Si procede con gli scatti. Per arrivare ad avere la giusta selezione ne occorrono numerosi. Durante lo shooting ci si ferma a guardare le anteprime in macchina, più che altro per verificare che le esposizioni siano accettabili e per avere un’idea sommaria dei risultati. Una trentina di scatti in questo caso sono stati sufficienti per permettere la scelta di quello migliore.

Precedentemente, attraverso una dozzina di scatti ed un paio di cambi di scarpe, sono arrivato a selezionare questa immagine che fornirà l’altro elemento protagonista della composizione finale.

Insieme al precedente, questo è lo scatto selezionato per il lavoro finale. Ma in cosa consiste? Il visitatore riceverà un messaggio spot di tre parole contro la violenza sulle donne che fa da supporto all’immagine che è quella di una donna, in abbigliamento casalingo, ripetutamente vittima di violenze, che viene figuratamente schiacciata da un piede ingigantito di uomo. Il tutto con la tetra ambientazione del caso. L’immagine è riprodotta su tela con telaio 50 x 35.

Ma come si arriva ad ottenerla? Ve lo spiego subito!

Delle due immagini qui sopra si prelevano, scontornando, le parti necessarie: scarpa, caviglia e pezzo di jeans dell’uomo; figura intera della donna con relativa ombra. NB: nello shooting non mi ero accorto che una piega dello sfondo ha nascosto una parte della pantofola. Un paio di minuti di ricostruzione digitale e vi ho posto rimedio. Una volta riportati entrambi gli elementi nell’area dell’inquadratura finale si procede con il posizionamento, le rotazioni e, soprattutto, il dimensionamento. Occorre dare l’opportuna ambientazione, quindi si ricerca nell’archivio e si trovano due immagini che coprano il pavimento in primo piano e lo sfondo. Si da loro la giusta fusione sia a vicenda sia nei confronti dei soggetti principali. Una volta collocati tutti gli elementi si dosano tutti i parametri fotografici di ciascuno per adattarli ed uniformarli alle condizioni di luce ed ambientazione decisi per la scena. Nella collocazione iniziale non si è dimenticato di lasciare il giusto spazio per il testo che, nella fattispecie, sarà in basso. Infine, si controlla l’illuminazione verificandone l’uniformità. Ultimo ma non meno importante, si inserisce l’ombra della scarpa che sovrasta la donna. Una volta riuniti tutti i livelli il tocco finale è un filtro lumino-cromatico adatto al contesto e la giusta vignettatura.

Rendo omaggio ai miei aiutanti. Tutti diranno: e certo, Photoshop! Ennnnò!!!!! Non è necessario. Io uso OnOne PhotoRaw ( www.on1.com ) e per il testo ho usato Gimp.

Ed ora non resta che mostrare il risultato finale che da l’altro ieri è esposto nella vetrina di Calzedonia di Orbassano. Di seguito la composizione terminata e la sua posizione in mostra nella vetrina come concordato con la titolare del punto vendita.

Un saluto da Fabio Foto e buon lockdown a tutti.

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