COGLIERE L’ATTIMO

Storia di uno scatto

Questa volta la riproposta è di un solo scatto ma ve ne racconto tutta la storia. Siamo sulla spiaggia di Kiwengwa, sull’isola di Zanzibar, in Tanzania. È l’ormai lontano 2004 e, nel mese di aprile, ci troviamo nell’ultima settimana di apertura delle strutture turistiche prima della “brutta stagione”. Ciò non significa che non ci si goda il bel caldo ed un bel sole; a volte, però, bisogna fare i conti con un pochino di pioggia innocua. Non si rinuncia, in ogni caso, all’invitante passeggiata sulla spiaggia che è lunga diversi chilometri ed offre spunti di ogni tipo. 

In quel periodo mi trovavo nella “frenesia” impressionante data dall’avvento delle prime reflex digitali. Prima di incamminarmi impugno senza indugio la mia D-70 (oggi fa ridere ma all’epoca era modernissima!) e via. Non so quanti scatti al minuto di media catturavo in quei giorni ma la frenesia di cui sopra, unita alla bellezza del luogo faceva la differenza. La regola di base era quella di catturare la bellezza dei paesaggi, della gente, dei colori e dei contrasti che offriva il posto. Tutto un bilancio differente tra i vari fattori che fanno decidere di scattare una foto! Lì è tutto troppo diverso e la voglia di immortalare ogni scena è tantissima.

Il cielo si fa più scuro del solito e si intuisce facilmente che è in arrivo un temporale. Niente paura, al massimo si farà una doccetta e, per di più, calda (era già successo nei giorni precedenti). L’orientamento del sole della tarda mattinata fa sì che i cumuli-nembi non lo coprano prima di cominciare a scaricare la pioggia. Sulla spiaggia, come quasi dappertutto, dei bimbi stanno giocando e, forse previdenti, oltre a qualche sparuto oggettino, hanno con loro un vecchio ombrello. Sempre con atteggiamento giocoso, cominciando a piovere, si raggruppano e si rifugiano sotto l’ombrello.

Mi fermo, pochi secondi per curare leggermente l’inquadratura e… click! Fatto.

Allo stato attuale, e tutto sommato, io considero questa la mia foto più bella scattata in ambiente terrestre (discorso a parte per l’ambiente subacqueo). Nessuna particolare bravura ma soltanto le poche nozioni di base per inquadratura ed esposizione. Un soggetto in primo piano costituito dai cinque bimbi sotto l’ombrello ed uno sullo sfondo costituito dal pontile bar; il tutto racchiuso in un ambiente con colori e contrasti fuori dal comune. Un pizzico di regola dei terzi e lo scatto è completo. Riconosco onestamente che la maggior parte della bellezza è data dalla natura e dalla scena lasciandomi pochi meriti, tra cui quello comunque non trascurabile di aver intuito e colto l’attimo per inquadrare e scattare. Eravamo, infatti, tutti in movimento e non era scontato coglierlo, l’attimo.

Qui di seguito la foto che ora continua a meritarsi un posto di primo piano tra le pareti di casa. Anche in questo caso condivisioni, commenti e critiche sono i benvenuti. Alle prossime con nuove immagini da Fabio-Foto  con l’augurio che possa mostrarvi al più presto qualcosa di “appena scattato”, Covid-19 permettendo 🙁 

2 commenti su “COGLIERE L’ATTIMO”

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