… sì, lo so, è già passato da un po’, ma “a volte” la fotografia non è la priorità delle tue faccende quotidiane …

Ad ogni buon conto, tra pianificazione e realizzazione, i risultati meritavano la diffusione del caso. Si studia ciò che è successo l’anno precedente, si trova una posizione, si sceglie l’inquadratura ed il soggetto principale (superfluo specificarlo 😉 ); ultima, ma non meno importante, un po’ di fortuna ed ecco che lo spettacolo ti concede qualche scatto da conservare.

Le immagini possono, come sempre, diventare anche tue. Come? Guarda qui.

Per ogni approfondimento ed informazioni trovi ogni recapito qui.

A presto da Fabio Foto.

Stavolta la “signorina” nostro satellite si è mostrata in tutto il suo splendore e con un arco nel cielo abbastanza basso da consentire di catturarla in varie “locations”. Di seguito alcuni esempi. Peccato per gli orari decisamente “scomodi” che hanno comportato praticamente la notte in bianco. Ma … come già detto, di tempo per dormire ne abbiamo … Ma la galleria si apre con un tentativo di aggressione alla Mole Antonelliana da parte di un coniglio infuriato prima del levar della luna. Fortunatamente il coniglio ha rinunciato all’attacco 😉

Le immagini possono, come sempre, essere acquisite. Come? Guarda qui.

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A presto da Fabio Foto.

Non è detto che con la bella stagione sia preferibile un set in esterni … Chiedete a Giulia e Tabata!

Fabio Foto è disponibile per il vostro book in tutti i generi e specialità.

Le immagini (non quelle di questo articolo) possono, come sempre, essere acquisite. Come? Guarda qui.

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A presto da Fabio Foto.

La domanda può nascere spontanea: “… ma dormire no a quell’ora?” Talvolta prevale la voglia e l’ispirazione e, come già detto, ne abbiamo di tempo per dormire. E allora ecco di seguito una breve sequenza di scatti del centro di Torino in orari in cui … non ci sono persone che capitano nell’inquadratura 😉

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A presto da Fabio Foto.

La montagna è imprevedibile e va rispettata. Illusione quella di trovare un ambiente primaverile a 3000 metri di quota. Dal Colle dell’Agnello l’obiettivo era quello di raggiungere la vetta del Pan di Zucchero per ammirare ed immortalare il tramonto. La neve ce lo ha impedito e ci siamo dovuti accontentare, per stavolta, di un panorama parziale rispetto a quello pianificato. Ci si riproverà in estate, quando il sentiero sarà inequivocabilmente identificabile e percorribile. Accontentiamoci, pertanto, degli scatti di seguito che ritraggono il tramonto sul versante francese. Nell’ultimo, in panoramica verso est ovvero sul versante italiano, ancora una volta il Re di Pietra, cui è dedicato il centro dell’inquadratura, si nasconde timidamente sotto uno sgualcito cappello di nubi!

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A presto da Fabio Foto.

Un semplice ritratto ma per non dimenticare che con Fabio si può anche avere il proprio “book” o, comunque, un servizio di ritratti per ogni tipo di esigenza in esterni, interni o studio ed in ogni differente stile ed impostazione …

Come? Guarda qui.

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A presto da Fabio Foto.

Oggi presento una veduta particolare del centro di Torino. Piazza CLN con, d’infilata, piazza San Carlo e piazza Castello. Posti molto famosi e “gettonatissimi” anche da un punto di vista fotografico ma questa “cartolina” ha un’inquadratura decisamente inusuale.

Superfluo rammentare che:

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A presto da Fabio Foto.

18mm – 1/640 – f/8

Oggi una veduta singolare presa dal basso della scala di un condominio in stile Liberty che si trova in Torino. Per approfondimenti il materiale disponibile in rete è vasto – Ad esempio si può consultare questa pagina.

Da oggi in didascalia anche i dati tecnici dello scatto.

Ricordiamo sempre che:

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A presto da Fabio Foto.

14mm – 1/15 – f8

Potevo perdermi di “congelare qualche attimo” anche di questo evento agonistico, se non altro per vedere un altro impiego dell’impianto nel quale mi alleno due volte la settimana? Ecco un, ebbene sì, sintetico estratto degli scatti catturati durante la partita, in un frastuono di tifo sfrenato che fa invidia anche agli stadi più gremiti. Anche qui è stato impossibile ridurre ulteriormente la selezione. Tutti attimi colti durante azioni frenetiche, caratterizzate da una dinamicità pazzesca e “condite” con gli effetti provocati dall’acqua. Fotogrammi che dal vivo, ma nemmeno in televisione, non si riescono a cogliere. Buona visione.

A presto da Fabio Foto

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Come già previsto alla prima “puntata” rieccoci qua a soddisfare “l’acquolina in bocca”. Sveglia alle 0100, partenza alle 0200, un po’ più di un’ora di automobile, un po’ meno di due di marcia in salita con passaggi innevati, ghiacciati e l’attraversamento di quello che in quel punto è un piccolo ruscello ma che da lì costituisce la sorgente di “un certo” fiume Po. Si giunge, sempre in ottima compagnia, sul posto con più che ragionevole anticipo sull’alba e … di seguito una breve sintesi di ciò che si trova come premio per ciò che inizialmente può sembrare un sacrificio ma che, con un “bottino” d’immagine del genere, si trasforma molto presto in grande piacere e soddisfazione.

Fabio Foto è anche questo.

Lo scenario è quello del Monviso che si affaccia (e si specchia) nel Lago Fiorenza all’inizio del suo “sghiacciamento”.

Una breve descrizione di ogni immagine nelle didascalie.

A presto da Fabio Foto

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Non si può ancora chiamare crepuscolo poiché siamo ancora in anticipo. Il bagliore che si nota alla base del cielo è dovuto alla luna piena che da pochi minuti è calata. Si apprezzano solo poche tra le più luminose stelle proprio a causa della luce diffusa nel cielo dalla luna. Ciò, tuttavia, consente di avere abbastanza luce per vedere il Monviso specchiarsi nell’unica zona già completamente liquida del lago Fiorenza.
La luce del crepuscolo prende il sopravvento sulla visibilità delle stelle e qualche metro più a monte il ghiaccio lascia un’altra breccia; un piccolo masso facilita una doppia direzione di crepa nel ghiaccio. Qualche decina di minuti più tardi (così come nell’immagine di copertina) la scena avrà tutt’altro tipo di illuminazione e quest’ultima, in queste circostanze, varia nel giro anche di pochi secondi!
Il sole è sorto da pochi secondi ed illumina con la sua luce calda la vetta del Re, facendolo specchiare. I colori più belli da cogliere nei pochi secondi disponibili.
La scena precedentemente descritta al crepuscolo un paio di minuti dopo lo scatto della foto precedente. Si nota già un evidente “raffreddamento” dei colori.
Una breve sosta in discesa, già verso Pian della Regina. Che differenza i colori dell’ormai pieno giorno.

Potevo perdermi di “congelare qualche attimo” di un evento del genere, se non altro per vedere l’impiego più prestigioso dell’impianto nel quale mi alleno due volte la settimana? Ecco un, ebbene sì, sintetico estratto degli scatti catturati durante un paio di puntatine effettuate nei tre giorni dedicati alle competizioni. È stato impossibile ridurre ulteriormente la selezione. Tutti attimi colti durante un gesto racchiude i risultati di una preparazione fisica e tecnica certamente non indifferente. Interessante notare le posizioni, gli sforzi, le smorfie, gli effetti “anti-gravità” dei movimenti ed il sincronismo catturati in quella piccolissima frazione di secondo dello scatto. Immortalato anche … un certo … Giorgio Cagnotto 🙂

A presto da Fabio Foto

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Può essere opinabile se ne valga la pena o no. Sia noto che per me non ci sono dubbi! Sveglia alle 0330, un’ora di automobile, un’ora e mezza di salita a piedi con zaino pesante, temperatura decisamente sotto lo zero, vento. Sufficiente per essere giudicati matti ma per “cogliere attimi” si fa questo e altro. E poi, in ottima compagnia ancora di più. Bisognava solo scegliere dove scattare nel momento dell’alba e si è optato per la posizione più in basso, la prima raggiungibile dopo aver lasciato l’auto; ma già l’acquolina in bocca è abbondante pensando di ripetere l’escursione e trovarsi direttamente al lago al sorgere del sole.

Di seguito un campione dei risultati ottenuti con soggetto protagonista il Monviso nel momento dell’alba presso Pian della Regina e un’ora abbondante più tardi al Lago Fiorenza.

A presto da Fabio Foto

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Approfittando della trasferta a Pralormo per il set in esterni con Simonetta (vedi articolo precedente), poteva Fabio non catturare anche la bellezza dei tulipani? Di seguito una galleria, mista per tipologia di soggetti e di tecnica di scatto. Che sia un pensiero particolare di fiori e di colori in corrispondenza della Pasqua. Auguri a tutti.

A presto da Fabio Foto

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Si fondono piacere e soddisfazione quando vieni richiamato per un secondo servizio fotografico dalla stessa persona. Significa che, in fin dei conti, non lavori così male 😉

Ringrazio ancora Simonetta che, dopo l’esperienza indoor in studio (ne riporto uno scatto alla fine), ha posato in esterni ed in occasione dell’apertura del castello di Pralormo per l’ormai nota manifestazione “Messer tulipano”. La ringrazio anche per avermi rilasciato autorizzazione a pubblicare alcuni scatti che riporto di seguito.

Per tutto il mese di aprile e non solo con questa ambientazione, è valida un’offerta speciale di Fabio Foto per i suoi servizi in trasferta e/o in esterni. Approfittatene.

A presto da Fabio Foto

Le immagini possono, come sempre, essere acquisite. Come? Guarda qui.

Per ogni approfondimento ed informazioni trovi ogni recapito qui.

Un sopralluogo “aereo” con l’obiettivo “segreto” di scorgere i tulipani … ma niente: la Contessa li ha nascosti bene e bisogna entrare per vederli. Bene, entreremo presto; abbiamo tempo tutto il mese. Nel frattempo, di seguito, ecco un paio di vedute del Castello di Pralormo all’approssimarsi del tramonto da due diverse angolazioni.

Buona visione e grazie, come sempre, per condivisioni, commenti e critiche.

A presto da Fabio Foto

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Non è un piatto tipico, o meglio lo è anche, ma in questo caso non parliamo di cucina piemontese bensì di architettura. Casa Scaccabarozzi, meglio conosciuta dai torinesi col nome di Fetta di Polenta è sicuramente un edificio che merita di essere visto. Il palazzo sorge nel quartiere di Vanchiglia, che fu, tra l’altro, il nome della società di costruttori a cui fu commissionata la costruzione dell’edificio nel 1840. Della società faceva parte all’epoca anche Alessandro Antonelli, il noto progettista della Mole, il quale volle testare le sue qualità con questa costruzione. Questo edificio, progettato da Antonelli sul suo stesso terreno, fu intrapreso più come una scommessa che come una vera e propria esigenza di costruzione. Guardando le dimensioni dei lati del palazzo, che ha forma trapezoidale-triangolare molto stretta (16mX5mX54cm), si può meglio comprendere l’eccezionalità dell’opera. Il palazzo è costituito da 9 piani, di cui 2 sotterranei, collegati da una piccola scala a forbice in pietra. Nel lato di 54 cm, per ottimizzare al massimo lo spazio, Antonelli decise di porvi la canna fumaria. L’altezza complessiva dello stabile è invece di 24 metri. I primi tre piani furono ultimati nel 1840, mentre i successivi tre furono aggiunti nel 1881. Il nome comunemente attribuitogli dai torinesi, Fetta di Polenta, è dato dalla curiosa forma dell’edificio, somigliante a una vera e propria fetta, e dal suo caratteristico colore giallo. In realtà il palazzo prende il nome dalla moglie di Antonelli, Francesca Scaccabarozzi, insieme alla quale l’architetto abitò alcuni anni l’edificio dal momento che nessuno voleva abitarci temendo un crollo di una costruzione così anomala per l’epoca. Non propriamente anomala per i nostri giorni, rimane sicuramente uno degli edifici più curiosi della città che merita di essere visto almeno una volta.

Di seguito due scatti che documentano la forma singolare dell’edificio.

Buona visione e grazie, come sempre, per condivisioni, commenti e critiche. A presto da Fabio Foto

Le immagini possono, come sempre, essere acquisite. Come? Fabio Foto lo illustra qui.

Per ogni approfondimento ed informazioni trovi ogni recapito qui.

Oggi non mi interessa tanto mostrare le mie foto ma documentare una triste realtà. L’area dai torinesi denominata “Italia 61” presenta, tra l’altro, un angolo caratterizzato da completo abbandono, corrispondente con il Palazzo del lavoro. In occasione del centenario dell’unificazione del Nostro Paese fu organizzata una Expo che richiamò più di sei milioni di visitatori da tutto il mondo. La costruzione, all’epoca futuristica, fu progettata dal celeberrimo ingegnere Pier Luigi Nervi. Palazzo del lavoro è stato sede della Facoltà di Economia e Commercio e dell’archivio del capoluogo oltre che di numerosi eventi nel corso degli anni. Pur in presenza di un manufatto ormai estremamente degradato dal tempo e dagli agenti atmosferici nonché da una serie di atti vandalici ed incendi dolosi, si continua a discutere sul suo futuro utilizzo dimostrando una vergognosa isteresi; nel frattempo il palazzo permane in uno stato di abbandono tale da far fare non di certo una bella figura alla città nei confronti chi vi giunge dall’autostrada, costituendo la prima cosa che si vede entrando nel territorio comunale. Di seguito ciò che si vede ad oggi. A presto con altre immagini, si spera migliori da Fabio Foto

Lo spettacolo che appare dalla rotonda di ingresso in città
Dettagli del degrado strutturale
Il vecchio e ciò che dovrebbe essere il nuovo: dagli alberi si scorge il grattacielo della Regione. Ed anche qui ….. lasciamo perdere!
Il versante nord …
anche il versante nord mostra i segni del degrado e del vandalismo
Nulla di diverso dal lato di via Ventimiglia

L’inizio di una nuova giornata è sempre caratterizzato da magia. Da un punto di vista fotografico, è affascinante notare come, nel giro anche di pochi secondi, i colori e le luci variano in maniera rilevante, regalando scene sempre inedite. Ci troviamo a Candia Canavese e nelle immagini che seguono si notano, oltre al lago ed all’abitato, il Castello e la torre di Castiglione. Nell’ultimo scatto panoramico lo sguardo si perde dall’alba sul lago fino all’arco alpino alle spalle di Torino, Monviso compreso.

Buona visione e grazie, come sempre, per condivisioni, commenti e critiche. A presto da Fabio Foto

Le immagini possono, come sempre, essere acquisite. Come? Fabio Foto lo illustra qui.

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Un breve reportage da una location molto interessante sia dal punto di vista storico ed artistico nonché per una rilassante mezza giornata da trascorrere. L’unica nota stonata la meteo “non particolarmente favorevole”, per utilizzare un eufemismo, ma che ha, comunque, consentito di riprendere il Castello di Masino da varie angolazioni in un momento della giornata sempre suggestivo.

Di seguito una selezione di scatti. Buona visione e a presto da Fabio Foto

Per chi volesse saperne di più suggerisco questa pagina

Le immagini possono, come sempre, essere acquisite. Come? Fabio Foto lo illustra qui.

Per ogni approfondimento ed informazioni trovi ogni riferimento qui.

Oggi presento qualche scatto in un momento della giornata sempre caratterizzato da singolarità e, spesso, peculiare magia. Il cielo non sereno e la cornice lacustre hanno regalato, in questa circostanza, una dose di drammaticità alle scene. Ci troviamo in Piemonte … ma dove esattamente secondo voi?

A presto con nuove immagini da Fabio Foto

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VISITA IL PORTFOLIO

Oggi presento, ringraziando Simonetta per la concessione, un altro esempio di come in pochi e ben spesi minuti di set in studio si può ottenere un buon risultato ed un pacchetto di immagini da potersi impiegare per ricordo, stampa, social, presentazione, curriculum, book ecc., in altre parole per ogni utilizzo personale ed anche professionale. Fabio Foto è sempre a disposizione e basta un contatto per fissare un appuntamento. Visita la pagina e scopri tutti i suoi servizi.

Di seguito solo un sintetico estratto del servizio fornito a Simonetta.

A presto da Fabio Foto

Quest’anno le immagini che offro in visione per gli auguri sono tratte dal mio quartiere e dall’elemento che più lo caratterizza oltre che a denominarlo. Il Santuario di Santa Rita da Cascia domina l’omonima piazza ed è il fulcro di tutto il quartiere. Con un po’ di “faccia tosta” che, curiosamente, è stata tollerata, ho “bussato a qualche porta” con l’idea di catturare qualche immagine caratterizzata, almeno, da quella originalità che sempre cerco di perseguire.

Di seguito una serie di scatti aventi tema principale il suddetto santuario ma non prima di ringraziare di cuore Dario e mamma, Gianni e fratello nonché Daniela per avermi concesso di affacciarmi e permettermi le vedute e le angolazioni da cui ho scattato.

Buon Natale ed un 2023 pieno di salute, serenità e successo da Fabio Foto.

A presto.

Il Santuario prima del tramonto
Il Santuario in notturna
panoramica di piazza Santa Rita al tramonto
panoramica di piazza Santa Rita in notturna

Nell’annunciare che Fabio Foto, dopo un breve periodo di pausa dovuto ad attività di rinnovamento, riprende appieno la sua operatività, con ciò comprendendo anche le attività di riprese in studio, vi si offre oggi una breve carrellata illustrativa dei vari servizi offerti attraverso una serie di immagini esempio. Nelle didascalie maggiori dettagli.

Immagini dal mondo subacqueo. Per la scelta consultare la galleria BELOW
Immagini di street photography. Per la scelta consultare la galleria STREET
Immagini dal mondo dell’abbandono. Per la scelta consultare la galleria URBEX
Immagini dal mondo urbano. Per la scelta consultare la galleria URBAN
Vedute e paesaggi. Per la scelta consultare la galleria VISTA
Immagini dal mondo sportivo. Per la scelta consultare la galleria SPORT
Immagini di macrofotografia. Per la scelta consultare la galleria MACRO
Bellezze naturali. Per la scelta consultare la galleria NATURA
Servizi ritratto in studio ed in esterni. Per avere un’idea consultare le gallerie RITRATTO 1 e RITRATTO 2. Queste immagini non sono ovviamente cedibili ma forniscono un’idea dei risultati raggiungibili.
Riprese aeree.

ATTENZIONE! Nelle gallerie non si trova tutto e solo il materiale disponibile. Sono cedibili anche le immagini (tranne quelle protette dalla privacy) che si trovano in tutti gli articoli del blog che contiene, a seconda delle circostanze, immagini di ogni categoria.

Nel blog si parla anche delle possibilità e delle scelte di elaborazione in caso di immagini su commissione. Le scelte sono effettuabili in ogni tipo di servizio scelto. Un’idea delle elaborazioni si può avere anche consultando questo articolo.

Il riepilogo dei servizi fruibili con FABIO FOTO sono riassunti nella pagina SERVIZI.

A presto e … buona luce a tutti!

Ormai siamo alle edizioni! La meta è talmente bella e gradita che, con il giusto ottimismo, ci si potranno aspettare altri workshop alle pelagie. E, vista la stagione e la location, un workshop fotografico non risulta di certo pesante se “condito” con le tipiche attività di un soggiorno marino. Prima di mostrare qualche nuova immagine …

INVITO A GUARDARE L’ARTICOLO PRECEDENTE DEL 2020

… in cui c’è una mini-presentazione fotografica dell’isola, lungi in ogni caso dall’essere esauriente.

INVITO ANCHE A GUARDARE L’ARTICOLO SU LINOSA per chi lo avesse perso qualche giorno fa.

Di seguito presento alcune immagini che, con la conoscenza pregressa del luogo, hanno l’aspirazione di avere maggiore originalità, se non altro per inquadratura ed angolazione. Come per le Frecce Tricolori (chi non ha visto non se le perda), saranno precedute da qualche parola di introduzione. Ovviamente presento solo le mie personali; i miei “frequentatori”, che ringrazio e con cui mi congratulo per i risultati conseguiti dopo lo stage con me, pubblicheranno a loro discrezione.

Inizialmente un cenno caratteristico dell’isola. Una trama tipica che si può notare in porto: quella del pescatore.

La scala colorata. Interessante il racconto che c’è attorno alla sua storia. Collegava le due parti del porto.

Arrivando al faro, nell’estremità nord-orientale dell’isola, si trova ora questa insegna.

Generazioni a confronto …

Carrette e vedette … Se si vuole conoscere la situazione relativa all’ormai annoso problema bisogna consultare i vari media. Vivendo l’isola da “non addetti” non ci si accorge assolutamente di nulla.

Veduta della costa settentrionale, quella meno accessibile.

Sempre la costa settentrionale ma vista dalla barca.

La tabaccara: il bagno dalla barca più bello di Lampedusa!

La grotta dei desideri.

La grotta degli innamorati.

Lo scoglio vela visto dalla barca. Attenzione a questo soggetto poiché più sotto sarà presentato in altre originali angolazioni ed in un momento particolare. Questa immagine, invece, è possibile con le varie soluzioni a disposizione per trascorrere una giornata bellissima in barca. A tal proposito consiglio vivamente l’amico NINO PARANZOTO.

Da Nino si gode di un eccezionale servizio tra cui un succulento ed abbondante pranzo. Nelle due immagini seguenti ci si può fare un’idea molto esauriente!

Torniamo ora allo scoglio vela. La prima immagine è quella praticamente classica che si può catturare dal punto denominato “L’albero del sole”, quota 133 ed anche il punto di massima altitudine dell’isola. Le seguenti 5 immagini, ritraggono lo scoglio vela in maniera decisamente più originale ovvero a “vista gabbiano” e, per di più, con le luci dell’alba. Non credo si siano viste foto del genere finora.

Impossibile dimenticare di ritrarre l’attrazione più famosa: la spiaggia dei conigli e l’omonima isola! Qui di seguito due immagini, una panoramica e l’altra più orientata alla spiaggia, colte nel momento di scendervi per trascorrere una splendida mezza giornata, con doverosa nuotata attorno all’isola!

Nelle quattro immagini che seguono si nota la stessa attrazione ma ritratta all’approssimarsi del tramonto – nelle prime due – e nel momento del tramonto – nelle seconde due. Inoltre, l’inquadratura è ancora una volta ed in tutte e quattro quella da me denominata “vista gabbiano”. Anche in questo caso … come ancora non si è vista.

Lampedusa dispone di un moderno aeroporto ed è con l’aereo che è decisamente consigliabile, a meno di altri motivi che obblighino il mezzo navale, di viaggiare per raggiungerla. La nave per Porto Empedocle salpa la sera e viaggerà tutta la notte. Il traghetto rappresenta il momento della partenza: un addio, ma più spesso un fermo proposito di ritornare!

A presto con le prossime immagini di Fabio Foto.

Con una settimana di permanenza nella maggiore delle pelagie, è decisamente remunerativo prevedere una piena giornata per visitare la seconda isola dell’arcipelago. Ed ecco, pertanto, una sintesi per immagini dell’escursione giornaliera a Linosa. Non mi dilungo nel fornire notizie che si possono reperire facilmente; desidero solo sottolineare che, nel visitarla venendo da Lampedusa, colpiscono subito le profonde differenze tra le due. Con la sua origine vulcanica si arriva facilmente al telegrafico paragone: “Lampedusa=pescatori, Linosa=agricoltori”. Suggerisco, infine, per un massimo rendimento di visita, di noleggiare uno scooter appena arrivati. Si ha piena libertà di movimento e di tempi non dipendendo da nessuno. Tutte le maggiori attrazioni sono accessibili da terra. Lascerei il giro dell’isola via mare ad una eventuale seconda visita o a una permanenza maggiore poiché troppo dipendente dalle condizioni del mare. Nella fattispecie, infatti, un mare di tramontana avrebbe impedito di fare il giro completo.

Di seguito, quindi, una serie di scatti che sintetizzano la giornata e danno un’idea delle fattezze di Linosa. Superfluo aggiungere che a breve uscirà anche una sintesi fotografica del workshop di Lampedusa che sarà caratterizzata da diverse immagini pressoché inedite per inquadratura ed angolazioni. In attesa dell’articolo invito a rivedere quello di quasi due anni fa in questa pagina. A presto da Fabio Foto.

Panoramica della piazza del Municipio
Per le strade del “centro”
Abitazioni tipiche
La salsedine “svolge la propria azione” …
Abitazione privata – L’idea è tratta dalla scala colorata del porto di Lampedusa (vds articolo)
La pozzolana di ponente
Altra veduta della pozzolana di ponente e relativa spiaggia
Trama di Linosa: la sabbia vulcanica
All’occorrenza questa baia è anche un approdo
… e a fine agosto arriveranno tante neonate “caretta caretta” – e il giorno seguente c’è stata una nuova deposizione; spettacolo!
Veduta del porto dalla strada di ponente
“Decisa” sezione in trincea della strada per passare da un versante all’altro dell’isola
“scultura” vulcanica in una tenuta agricola
Tipica tenuta agricola
Il faro
Piante di capperi
La piscina naturale: meraviglia! nella foto seguente ci si rende conto di come ci si può fare il bagno …
bagno nella piscina naturale; è collegata al mare aperto alla profondità di 8 metri
La scogliera adiacente alla piscina naturale
Scogliera di levante
Cala Mannarazza
Qui le lucertole hanno molta confidenza …
I faraglioni
Punta Calcarella
Il cratere del Monte Vulcano
Un collage agro-geologico-antropico

La “street photography” è un filone molto interessante, impegnativo ed imprevedibile. Per quest’ultima caratteristica ed al di là di ogni considerazione “teorico-dottrinale”, è molto difficile da pianificare. Essendo già stato sul posto ho potuto, stavolta, prevedere il cosa e il come e, pertanto, ho scelto l’attrezzatura del caso. Superfluo sottolineare che le immagini che seguono sono state “catturate” – e stavolta è proprio il caso di usare questo verbo – in occasione del “Gran Balon” mensile. Qualche accorgimento per una sufficiente riuscita del set prevede la discrezione, l’ampia osservazione, la pazienza e l’attesa dell’istante migliore per lo scatto che, in questi casi, non lascia alcuno spazio per un secondo tentativo a meno che, come in rari casi, ci si rivela e ci si accorda con il soggetto. Non mi addentro nelle problematiche sulla privacy, altrimenti per trovare la prima foto si dovrebbe scorrere per almeno mezz’ora 😉

In questa occasione le didascalie … possono aiutare nella “comprensione” degli scatti …

A presto con le prossime novità di Fabio Foto.

Vita nei “piani alti”
Gemellaggio Torino – New York
Cimelio londinese
È ora di sbaraccare!
Riposizionamento merce
Orizzontalismi
Ma … i calzoncini non dovevano essere bianchi?
Concentrazione … o distrazione …
Giochiamo a nascondino
Cino-parigina con ara
La fatica del trasporto
Coppia variopinta
Combattiamo l’afa
Troviamo un equilibrio
Lezione di anatomia
Ricerca in movimento
Accusa molto pesante!
Anche le suore … hanno caldo

Un’altra occasione offerta dall’organizzazione di OPEN HOUSE (vedasi anche il precedente articolo), è stata la visita, molto ben organizzata e guidata dagli splendidi volontari, con tanto di ascesa del Campanile di Santa Zita.

Il campanile è stato disegnato e progettato interamente da Francesco Faà di Bruno, sebbene non fosse propriamente né architetto né ingegnere, grazie alle Sue profonde conoscenze di grande matematico. Di seguito, attraverso tre immagini di quanto appare all’esterno ed all’ingresso della struttura, una breve presentazione del Beato. Chi mi conosce più a fondo sa che questo costituisce per me una profonda emozione, ulteriormente amplificata … da quasi quattro anni a questa parte!

I lavori, iniziati nel 1876, dopo l’ultimazione della Chiesa, si conclusero nel 1881. Il campanile ha un’altezza di 75 metri ed una base di soli 5 x 5 metri: si tratta, in sostanza, di una grande “matita” che svetta verso il cielo e che ancor oggi suscita l’ammirazione di ingegneri e docenti universitari. Il campanile, con i suoi 300 gradini, è strutturato in 14 piani, uno differente dall’altro, ed i visitatori salendo hanno modo di passare in mezzo alle otto grandi campane della cella campanaria. In cima, dove era collocato un osservatorio astronomico, si può ammirare un bellissimo e originale panorama della città di Torino. Consiglio di completare il giro visitando anche l’interessantissimo Museo di Faà di Bruno. Di seguito una sequenza molto sintetica di immagini prodotte da Fabio Foto e che, senza bisogno di ulteriori spiegazioni, documentano l’interessantissima esperienza di questa visita. A presto con altre novità da Fabio Foto.

L’occasione è quella dell’interessante iniziativa di OPEN HOUSE . Un’organizzazione per la visita di attrazioni che normalmente non sono aperte al pubblico. Con una snella procedura di registrazione e l’apprezzabile apporto di preziosi volontari, si ha la possibilità di conoscere “locations” di elevatissimo interesse. In questi casi il nemico è il tempo e bisogna fare delle inevitabili scelte. Abbinando storia della città e la possibilità di osservarla da una nuova angolazione, ecco che mi trovo sul sito dell'”ottagono”. Non mi dilungo nelle descrizioni e racconti che suggerisco di consultare nel sintetico articolo con questo collegamento.

Di seguito e per quanto riguarda Fabio Foto, una sequenza di immagini della struttura con alcune vedute della città che non hanno bisogno di presentazioni, uno scorcio interessante della Villa della Regina e, per concludere, una panoramica ampia della città vista dal piano più alto della struttura.

A presto con il prossimo servizio riguardante sempre un’altra location visitata grazie all’iniziativa di OPEN HOUSE.

Il reportage urbex di oggi rappresenta per me personalmente un tuffo nel passato. Fotografare ciò che rimane di uno stabilimento da cui sono usciti “prodotti” che hanno caratterizzato gli anni più belli e di successo della mia vita professionale è una cosa non da poco. La memoria va indietro e sembra di vedere e di sentire ancora l’attività che si svolgeva in questo sito. Inoltre, ci troviamo, praticamente, nella periferia di Torino! Di seguito una serie di testimonianze che lasciano capire sia quanto si svolgeva da un punto di vista industriale sia come la Natura ha il compito, dove l’uomo non interviene più, di rimpadronirsi, lentamente ma inesorabilmente, di tutto.

A presto con immagini “molto sportive” da Fabio Foto.

Lo avevo annunciato in questo articolo qualche tempo fa, come ricorda anche l’immagine in copertina. Ed ecco che il tutto si è verificato. In questi casi tutto è prevedibile al secondo ed al millimetro, come ho già illustrato in questo articolo a suo tempo, tranne le condizioni meteorologiche che ti lasciano spesso in sospeso fino all’ultimo momento. stavolta è andata diciamo benino … Lo scatto è di poco dopo le 2140 di ieri sera, giornata ancora di luna piena dopo la “quasi eclissi” vista (poco) nelle primissime ore del mattino precedente. Come pensato in sede di sopralluogo, la mia macchina fotografica “molto mobile” 😉 si è posizionata in modo da far incorniciare il levar di luna dalle braccia della statua della Vittoria Alata. Come spesso succede nei primi e negli ultimi minuti del suo “viaggio” sulla volta celeste, soprattutto nella fase di luna piena ovvero con il sole in opposizione, la rifrazione della luce attraverso l’atmosfera terrestre lascia raggiungere il nostro satellite solo dallo spettro più rosso della gamma cromatica conferendogli una suggestiva colorazione, puntualmente colta dall’obiettivo.

Per i non pratici della zona ci troviamo sulla vetta del Colle della Maddalena, o meglio Bric della Maddalena, praticamente il punto di quota più alta del comune di Torino a 715 m s.l.m.

Buona visione e a presto con le prossime novità che saranno di tutt’altro genere …

La luna piena al perigeo si leva alle spalle della statua della Vittoria Alata – Colle della Maddalena – Torino
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